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Conoscere gli Egizi in ciabatte

 

Avete mai pensato di poter visitare il museo Egizio da casa sulla vostra poltrona preferita in ciabatte?

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Grazie a una nuova tecnologia sviluppata da alcuni studenti del Politecnico di Torino, è possibile fare un tour virtuale del museo egizio - uno dei più antichi al mondo -  grazie a una telecamera 360 in grado di produrre gli spazi 3D. Basta semplicemente accedere al sito del museo egizio  https://www.museoegizio.it/esplora/mostre/archeologia-invisibile/ e cliccare su Virtual Tour e godersi questa meraviglia comodamente da casa.

Il fatto che uno dei musei più antichi al mondo sugli Egizi si trovi a Torino non è causale. 

Secondo alcune leggende, la città di Torino sarebbe stata fondata proprio da un principe egizio di nome Eridano. 

Ma scopriamo insieme questa storia.

Il principe egizio Pa Rahotep arriva sulle coste italiane seguito da un gruppo numeroso di persone nel 1523 a.C., ha lasciato l'Egitto a causa di alcuni litigi e problemi avuti con la casta sacerdotale dell'antica civiltà del Nilo. Questi sacerdoti - un po' conservatori -  seguono il culto del dio Amon e non amano il culto del dio Aton, divinità del sole. Piccola precisazione: dobbiamo ricordarci che gli antichi Egizi sono politeisti, ovvero venerano molte divinità. Il principe Pa Rahotep invece crede e venera il dio Aton, perciò decide di lasciare l'Egitto per cercare nuovi territori da conquistare e popolare. Dapprima arriva in Grecia, poi approda in Liguria, dove lascia il figlio Ligurio, da cui secondo la leggenda prende il nome la regione. Successivamente, si sposta verso il Piemonte, perché si ricorda di un fiume (il nostro Po) che assomiglia per lui al Nilo dell'Egitto. 

Qui fonda una città con il nome di Eridania, primo nucleo di Torino, prendendo contatti con le popolazione che già abitavano questo territorio come i Liguri e I Taurini. Il principe inoltre introduce il culto del dio Api da cui deriva - sempre seconda la leggenda - il nome stesso della città di Torino, essendo il dio Api raffigurato come un toro.

Al principe Eridano - cambia il suo nome in seguito alla fondazione della città - si deve la tradizionale simbologia taurina molto presente in città. Il principe fa costruire un tempio dedicato al dio Api, dove oggi si trova la Chiesa della Gran Madre e introduce anche il culto della dea Iside, abbondato poi con l'arrivo del cristianesimo.

Il principe Eridano muore tristemente affogato nel fiume Po dopo una corsa di antiche bighe - corse con carri trainati da 2 o 4 cavalli -  che partiva dall'alto del Valentino, cadendo nel punto in cui oggi si trova la Fontana dei Dodici Mesi. Il fiume Po viene chiamato allora Eridano in memoria del principe. 

Il mito di questo principe resiste per diversi secoli, fino alle popolazioni celtiche che decidono di  chiamare il fiume Padam, per via dei numerosi pioppi che si trovano ancora oggi sulle sue rive.

Dunque, pronti a scoprire la cultura egizia - ma che ha radici torinesi - comodamente in ciabatte?