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Il mio armadio è bello del tuo

 

 

Quando i re facevano a gara per avere l'ebanista migliore

L' ebanisteria è l'arte di costruire manufatti in legno, in particolare l'ebano, un legno scuro, pregiatissimo e resistente. Vengono realizzati mobili, statue, quadri e altri elementi d'arredo attraverso varie tecniche di lavorazione.

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Non stiamo parlando di semplici mobili da salotto, ma di armadi, comodini, tavoli con decorazioni, mosaici, sculture o disegni veri e propri. Oltre al legno - il materiale base su cui avviene la lavorazione - venivano utilizzati ottone e avorio. 

Alla corte di Carlo Emanuele III, lavorava Pietro Buffetti, ebanista - artigiano che lavora l'ebano - nato nel 1701 a Torino. Secondo una moda delle corti reali e in particolare in Francia, Pietro Buffetti non veniva solo incaricato di produrre nuove opere, ma anche e soprattutto di mantenere , di conservare "in buono stato" i mobili della corona dei Savoia. Per fare questo lavoro, Pietro Buffetti prendeva uno stipendio annuo di circa cinquecento lire, 250 euro di oggi. Poteva usare questi soldi per comprare anche i materiali come l'avorio, l'ebano, l'ottone, e madreperla e per costruire nuovi mobili.  A. Gonzalez Palacios (uno dei più importanti curatori di mostre nei musei del mondo), lo definisce come "maggior ebanista della penisola del Settecento ma anche uno dei più originali protagonisti del supremo arredamento dell'intero mondo occidentale".

Pietro Buffetti era molto orgoglioso delle proprie opere, infatti era solito incidere questa frase: "Invenit, delineavit, fecit e sculpsit" (in latino l'ho ingegnato, l'ho disegnato, l'ho fatto e l'ho scolpito).

A partire dal 1672, in Francia alla corte di Luigi XIV - chiamato anche Re Sole - lavorava un altro ebanista, anche lui molto bravo, di nome Andrè Charles Boulle. Egli aveva un suo laboratorio privato dove creare, presso l'attuale museo Louvre. Boulle è autore della maggior parte dei mobili di Versailles, ma anche della corte reale spagnola e germanica.

La leggenda racconta di una rivalità tra i due artigiani Buffetti e Boulle.  La corte dei Savoia e quella francese -  prima di farsi la guerra con gli eserciti - si sfidava già nei primi del Settecento per avere l'arredamento più bello.

Non possiamo sapere chi fosse davvero il più bravo, però qui a Torino possiamo ancora ammirare le opere di Buffetti.

Le troviamo a Palazzo Madama (ben 12 pezzi), nella Palazzina di Stupinigi, ma anche alla fondazione Accorsi- Ometto, dove si possono vedere cinque sue opere, tra cui un grandioso doppio corpo (un armadiato con doppie ante) firmato e datato 1738, lavorato con legni e materiali preziosi, considerato dagli storici dell'arte il mobile più bello al mondo.