La dolcezza di Torino
Prima capitale d'italia, città del cinema, città dell'automobile. Tanti sono gli aggettivi che seguono il nome di Torino. Ci si dimentica del dolce profumo di cioccolato e gianduja che si sente tra gli eleganti palazzi di questa città.

Ma scopriamo insieme da dove proviene questo dolce profumo.
Il Bonet
Si tratta di un budino tipico della tradizione piemontese fatto con uova, zucchero, cacao, latte, liquore (il fernet, bevuto di solito a fine pasto, oggi sostituito con il rum) e gli amaretti. Bonet nel dialetto piemontese significa cappello, perché era il dolce finale da mangiare prima di mettersi il cappello per tornare a casa.

Il classico Bonet
I Cri Cri
Una pralina di cioccolato a forma rotonda, all'interno c'è la nocciola e fuori è tutto bianco, perché rivestito da tante e piccolissime palline di zucchero. C'è una romantica leggenda sulla nascita del nome Cri- Cri. Verso la fine dell'800, a Torino viveva una giovane sarta di nome Cristina, che cuciva bellissimi abiti per le nobili signore. Cristina era fidanzata con un giovane studente, ed erano molto innamorati. Lui prima di qualsiasi appuntamento comprava per la sua "Cri" questi cioccolatini con la nocciola dentro. e lo zucchero fuori avvolti come delle caramelle. Quando andava in pasticceria, la commessa che conosceva i due innamorati gli chiedeva sempre se i dolcetti erano per Cri, (il soprannome di Cristina), e lui rispondeva felice: Cri!.Il proprietario della pasticceria sapeva di questa storia, e così decide di chiamare questi cioccolatini Cri-cri.
I famosi Cri-Cri
Le Bignole
Sono paste tonde, ripiene di crema pasticciera coperta da una glassa colorata. Per i Torinesi, sono il dolce della domenica. Il nome bignole deriva dal francese beignet. Rispetto ai tradizionali bignè - diffusi in tutta Italia - sono più piccoli perché così li preferiva la famiglia reale dei Savoia durante le merende reali.
I Krumiri
Sono dei biscotti tipici piemontese della zona di Casale Monferrato, nati nel 1878 da un'idea del pasticciere Domenico Rossi. Sono tra i prodotto d'eccellenza di questa regione. La ricetta non si conosce, quella casalinga sì: farina, zucchero, burro, uova e vaniglia. Una leggenda racconta che la forma di questi biscotti è ispirata ai famosi baffi del re Vittorio Emanuele II, morto proprio nel 1878. Ancora oggi viene utilizzata la ricetta originale creata circa 140 anni fa.
Le paste di melinga
Dolce della prima colazione a base di frumento, farina di antico mais, burro, zucchero, miele, uova, e una scorza di limone. La leggenda racconta che sono nati in seguito a un cattivo raccolto del frumento con conseguente aumento del suo prezzo. I fornai allora mescolano il poco frumento con la farina ricavata dal mais e creano questo biscotto.
Non resta che scegliere quale assaggiare!
