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Piccoli dettagli piemontesi: il ricamo Bandera

A Torino, più in generale al Piemonte, si associano grandi cose come la Mole oppure il suo passato storico da prima capitale italiana. Ma la sua eleganza non si trova solo nei palazzi storici di via Po, bensì anche nei dettagli e nelle minuzie: come può essere un ricamo. Non uno qualsiasi, stiamo parlando del ricamo bandera.  

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Si tratta di una tecnica di cucito tipica di Chieri, un comune di 30.000 abitanti poco lontano da Torino che dall' 800 si è specializzato soprattutto nell'industria tessile.

Ciò che rende questa tipologia di ricamo diversa dalla altre è il materiale su cui viene realizzato: un tessuto ornamentale chiamato tela bandera (da cui prende nome il ricamo) fatto di canapa, e poi di cotone in uso nella zona di Chieri nel XVIII, forse anche prima: infatti viene citato in un documento noto come lo "Statuto dell'arte del Fustagno" risalente al Quattrocento.

Oltre al tessuto particolare su cui viene eseguito, un'altra caratteristica tipica è il fatto che sia un ricamo a punti liberi, ovvero gli schemi consistono in disegni su carta che poi vengono riportati sul tessuto, cercando di mantenere le proporzioni tra i vari elementi. I disegni sono molto fantasiosi, spesso a motivazione floreale (rose, tulipani, limoni, arance) o animale (uccelli).

Se in origine questo ricamo veniva usato per la produzione di biancheria, per la servitù o per le divise militari, in seguito a partire dal Seicento incontra il gusto delle famiglie nobili che utilizzano questi ricami come tessuti d'arredo per mobili. Possiamo ricordare Maria Giovanni Battista di Savoia Nemours, madre di Vittorio Amedeo II, alla quale piaceva molto questo ricamo tanto da farsi ricamare per intero il copriletto, ancora oggi visibile presso la Reggia di Venaria.

Nel XIX sec. il ricamo bandera viene insegnato anche nelle scuole e in diverse laboratori, grazie alla passione di Sofia Cacherano di Bricherasio, una donna nobile che amava particolarmente tutte le arti. Con la sua morte, si spegne gradualmente anche la fama di questo ricamo. 

Rimane ancora oggi un'associazione che si occupa del recupero e della salvaguardia degli antichi schemi legati a questa tradizione. L'associazione ha sede presso il castello di Pralormo, tra Torino e Alba. Nonostante le difficoltà nel trovare la tela bandera - dato che non viene quasi più prodotta - si continua, anche se in pochi, a ricamare.