Vera(mente) Torino: Gianduja
Conosciamo insieme - aprendo la sua carta d'identità - Gianduja, la maschera caratteristica del Carnevale, ma anche dello spirito torinese.
Nome: Giôan d'la dôja, in piemontese doja significa il boccale di vino in terracotta da riempire. il tutto venne poi condensato in Gianduja.
Nato a : Callianetto nell'Astigiano, verso fine 700.
Cittadinanza: piemontese, il regno d'Italia è nato nel 1861 e quindi non c'era ancora.
Stato civile: sposato con Giacometta, donna piemontese dall'intelligenza vivace, generosa, dal carattere forte, ma gentile. Indossa sempre una gonna lunga e larga, un fouvalrd verde, e scarpette nere.
Professione: prima di ispirare i due burattinai Sales e Bellone - che avevano già fatto il giro del Piemonte e della Liguria con le loro maschere come il Gironi (molto simile per carattere al Gianduja), ama passare le giornate all'osteria con i propri amici a raccontarsi storie divertenti. Poi durante i giorni di carnevale, insieme alla moglie Giacometta, sale sui carri e lancia ai bambini in festa i famosi gianduiotti.
Statura: è piccolino, un po' tondo.
Capelli: raccolti in codino girato all'insù con fiocco rosso.
Occhi: allegri e vivaci.
Segni particolari: il cappello a tricorno. Indossa sempre una giubba color marrone bordata di rosso, il panciotto di color giallo, dei pantaloni verdi e lunghi fino al ginocchio, le calze rosse e le scarpe hanno una fibia in ottone.
Carattere: è un po' conservatore, di umore sereno e allegro, è scaltro, in apparenza rozzo e ingenuo, ma in realtà un galantuomo che ama il buon vino e la buona tavola.
