Le bambole Lenci alla conquista del mondo

 
Le bambole Lenci alla conquista del mondo
 
Chi da piccola non giocava con le bambole e inventava storie in cui le bambole facevano lunghi viaggi e conquistavano il mondo?

Le bambole Lenci hanno davvero una storia simile.

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Una bambola Lenci, credits from Pinterest

Il signor Enrico Scavini chiamava l'adorata moglie Elena Koning con il soprannome Lenci. Ma Lenci non è solo un nomignolo, è anche il nome che la coppia Scavini dà all'azienda che decidono di aprire insieme il 23 aprile 1919, registrando il marchio presso l'ufficio brevetti di Torino. Lenci è anche l'insieme delle lettere iniziali del loro motto latino  "Ludus est nobis constanter industria" (il gioco è per noi costante lavoro). Producevano giocattoli, mobili, pupazzi, articoli per la casa, tende, ma anche abbigliamento come cappelli, scarpe, pantofole e cinture.

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Vera(mente) Torino: la nascita del pancarrè e dei tramezzini

Vera(mente) Torino: la nascita del pancarrè e dei tramezzini

La nostra guida Vera ci racconta le curiosità e le caratteristiche di Torino

Ormai lo abbiamo capito: ogni cosa qui a Torino - che sia un palazzo, una chiesa, una torta - ha una leggenda con sè. Ciò vale anche per il bauletto di pane conosciuto come pancarrè, nato da un'invenzione dei panettieri di Torino e per i gustosi tramezzini.

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Vera(mente) Torino: un dolce break

Vera(mente) Torino: un dolce break

La nostra guida Vera ci racconta le curiosità e le particolarità di Torino

Dopo la colazione, magari verso metà mattinata, chi non ha voglia di uno break? A Torino ci sono due dolci opzioni.

La prima sono i giandujotti, cioccolatini a forma di una barca rovesciata avvolti in una carta d'oro o argentata.

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I famosi Gianduiotti

Come molti prodotti tipici della città di Torino, la nascita dei gianduiotti si intreccia con la leggenda e la Storia. Durante il blocco economico ordinato da Napoleone per i prodotti dell' industria Brittanica e delle sue colonie nel 1806,  i chocolatier torinesi tra cui Michele Prochet decidono di sostituire il cacao - ormai costoso e difficile da trovare - con le nocciole tonde e gentile delle Langhe ( molto più reperibili e a buon mercato).

 

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CORSO PROPEDEUTICO ALL’ESAME CILS B1 CITTADINANZA

Corso propedeutico CILS B1 Torino

La Legge 132 del 1° dicembre 2018 lega l'ottenimento della cittadinanza italiana al possesso del livello linguistico B1 secondo il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue. L’Università per Stranieri di Siena ha creato un esame di tale livello, destinato proprio a coloro che richiedono la cittadinanza italiana.

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La dolcezza di Torino

             La dolcezza di Torino

 Prima capitale d'italia, città del cinema, città dell'automobile. Tanti sono gli aggettivi che seguono il nome di Torino. Ci si dimentica del dolce profumo di cioccolato e gianduja che si sente tra gli eleganti palazzi di questa città.

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Ma scopriamo insieme da dove proviene questo dolce profumo.

 

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Vera(mente) Torino: La colazione

Vera(mente) Torino: La colazione

La nostra guida Vera ci racconta le curiosità e le particolarità della città di Torino.

Partiamo dalle cose semplici e quotidiane: la colazione.

A Torino la colazione è dolce, molto dolce. Prendere un caffè è riduttivo: c'è il Bicerin, in dialetto piemontese "piccolo bicchiere". La ricetta è segreta, si conoscono gli ingredienti ma non la loro combinazione: miscela di cacao, caffè e latte intero. Il rituale voleva che i tre ingredienti venissero serviti separatamente. C'erano tre varianti: pur e fior (l'odierno cappuccino), pur e barba (caffè e cioccolato), 'n poc d' tut (ovvero un po' di tutto) con tutti e tre gli ingredienti miscelati. Questa è stata poi la versione ad avere più successo e a  prevalere sulle altre. Il tutto veniva accompagnato da dei "bagnati", dolcetti artigianali di ben 14 specie diverse.

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Il famoso Bicerin

 

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Gli stili di Torino

Gli stili di Torino

Chi non ha nell'armadio vestiti della madre o del padre e quindi di altri tempi, come jeans a vita alta anni 60 e giacche dalle spalle larghe anni 90?

Torino, come una bella signora, ha un guardaroba ancora più ricco. Basta passeggiare tra un quartiere e l'altro per notare come Torino "si cambi il vestito"; tutto ciò merito delle diverse epoche storiche che l'hanno attraversata.

Si parte dall'epoca Romana. Torino è nata - secondo ultimi studi -  il 30 gennaio del 9 a.C., con il nome di Iulia Augusta Taurinorum. Una testimonianza di questo periodo si può osservare - vicino a Porta Palazzo -  presso La Porta Palatina, antico ingresso alla città prima che venisse costruita la cinta muraria sul lato Nord. Lì si trova anche una statua di Giulio Cesare, padre adottivo di Augusto, non è originale del periodo romano, ma una ricostruzione dei primi del '900.

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Porta Palatina

Successivamente, intorno al '600 Torino - per volontà dei Savoia - si veste con uno stile elegante e fantasioso: stiamo parlando del Barocco. Questa corrente artistica ama rappresentare la meraviglia. Architetti come Il Guarini hanno costruito a Torino seguendo questo stile. Degli esempi? La cappella della Sacra Sindone, la chiesa di San Lorenzo (quella vicino alla piazzetta di Palazzo Reale), e palazzo Carignano, prima sede del parlamento Italiano.

 

 

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Il mio armadio è bello del tuo

Il mio armadio è più bello del tuo 

Quando i re facevano a gara per avere l'ebanista migliore

L' ebanisteria è l'arte di costruire manufatti in legno, in particolare l'ebano, un legno scuro, pregiatissimo e resistente. Vengono realizzati mobili, statue, quadri e altri elementi d'arredo attraverso varie tecniche di lavorazione.

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Non stiamo parlando di semplici mobili da salotto, ma di armadi, comodini, tavoli con decorazioni, mosaici, sculture o disegni veri e propri. Oltre al legno - il materiale base su cui avviene la lavorazione - venivano utilizzati ottone e avorio. 

Alla corte di Carlo Emanuele III, lavorava Pietro Buffetti, ebanista - artigiano che lavora l'ebano - nato nel 1701 a Torino. Secondo una moda delle corti reali e in particolare in Francia, Pietro Buffetti non veniva solo incaricato di produrre nuove opere, ma anche e soprattutto di mantenere , di conservare "in buono stato" i mobili della corona dei Savoia. Per fare questo lavoro, Pietro Buffetti prendeva uno stipendio annuo di circa cinquecento lire, 250 euro di oggi. Poteva usare questi soldi per comprare anche i materiali come l'avorio, l'ebano, l'ottone, e madreperla e per costruire nuovi mobili.  A. Gonzalez Palacios (uno dei più importanti curatori di mostre nei musei del mondo), lo definisce come "maggior ebanista della penisola del Settecento ma anche uno dei più originali protagonisti del supremo arredamento dell'intero mondo occidentale".

 

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Il nuovo volto di Torino

 

Il nuovo volto di Torino

 

"Nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma." diceva il chimico francese Lavoieser.

Nel DNA di Torino non c'è più solo un passato da prima capitale del Regno d'Italia con annessi palazzi reali o da città industriale con quartieri per operai e le fabbriche della Fiat, ma anche la contemporaneità e l'ecodesign.

Il volto di Torino sta cambiando: i complessi industriali - non più utilizzati - vengono trasformati in officine creative e i vecchi palazzi si fondono con il verde di piante e alberi per combattere lo smog e l'inquinamento della città.

Ma vediamo alcuni esempi di questa trasformazione.

 

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10 anni con Ciao Italy: le prospettive del turismo linguistico a Torino

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10 anni con Ciaoitaly: le prospettive del turismo linguistico a Torino. Un nuovo volano per lo sviluppo dell'economia in città.

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Conoscere gli Egizi in ciabatte

Conoscere gli Egizi in ciabatte

Avete mai pensato di poter visitare il museo Egizio da casa sulla vostra poltrona preferita in ciabatte?

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Grazie a una nuova tecnologia sviluppata da alcuni studenti del Politecnico di Torino, è possibile fare un tour virtuale del museo egizio - uno dei più antichi al mondo -  grazie a una telecamera 360 in grado di produrre gli spazi 3D. Basta semplicemente accedere al sito del museo egizio https://www.museoegizio.it/esplora/mostre/archeologia-invisibile/ e cliccare su Virtual Tour e godersi questa meraviglia comodamente da casa.

Il fatto che uno dei musei più antichi al mondo sugli Egizi si trovi a Torino non è causale. 

Secondo alcune leggende, la città di Torino sarebbe stata fondata proprio da un principe egizio di nome Eridano. 

Ma scopriamo insieme questa storia.

 

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Torino, città magica

Torino, città magica

 

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Statua della Fede, vicino alla Chiesa della Gran Madre

 

“Torino è la città più profonda e inquietante, non d’Italia ma nel mondo” così scriveva il pittore Giorgio De Chirico.

La città di Torino è attraversata da misteriose energie. Infatti, è allo stesso tempo il vertice di due triangoli: uno di magia bianca (con Praga e Lione) e uno di magia nera (con Londra e San Francisco). Per scoprire queste curiosità legate alla città di Torino, vengono organizzati due volte a settimana – il giovedì e il sabato – dei tour di Torino Magica. Si parte da Piazza Statuto, ritenuta già dai Romani la porta dell’Inferno. La tradizione vuole che l’angelo in alto sulla statua del Frejus sia Lucifero. Il tour prosegue verso Piazza Solferino, sempre nella parte Ovest della città, non a caso punto cardinale dove tramonta il sole e dunque associato al maligno. Si passa anche in via XX Settembre, dove c’è il Palazzo del Diavolo, oggi una banca, ma a fine Settecento - secondo le leggende torinesi -  lì venne uccisa una ballerina, e poi un generale dell’esercito. Fu anche la sede di una delle prime fabbriche di tarocchi – le carte che prevedono il futuro -.

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CiaoItaly 10th Anniversary

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Vera(mente) Torino: Gianduja

Vera(mente) Torino: Gianduja

La nostra guida Vera ci racconta le curiosità e le particolarità di Torino

Conosciamo insieme - aprendo la sua carta d'identità - Gianduja, la maschera caratteristica del Carnevale ma anche dello spirito torinese.

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NomeGiôan d'la dôja, in piemontese doja significa il boccale di vino in terracotta da riempire. il tutto venne poi condensato in Gianduja.

 

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Le mostre di questo febbraio a Torino

Le mostre di questo febbraio a Torino

 

“Dipingere l’Asia dal vero, vita e opere di Arnoldo Henry Savage Landor” al MAO

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Foto dal sito del Mao di Torino

Inizia dal 14 febbraio al Mao – Museo d’arte orientale di Torino – la mostra con il titolo “Dipingere l’Asia dal vero, vita e opere di Arnoldo Henry Savage Landor” pittore, scrittore e giornalista. 

Il fine della mostra è ricordare quest’artista, un po’dimenticato in questi ultimi anni. Si possono ammirare – provenienti da più collezioni private – circa 130 dipinti e 10 acquarelli e 5 disegni che l’artista anglo-fiorentino ha realizzato nei suoi soggiorni e lunghi viaggi tra Cina, Giappone, Corea, Tibet e Nepal. Alcune opere risalgono anche alla sua adolescenza a Firenze. 

Gli orari di visiti sono dalle 10 alle 18, tutti i giorni tranne il lunedì.

Il museo si trova in via San Domenico 11, a cinque minuti a piedi dal mercato di Porta Palazzo.

Il costo del biglietto per la mostra è di 3 euro. Se si decide di visitare anche l’interno museo d’arte orientale, il biglietto costa 12, ridotto 10 euro. 

La mostra dura fino al 14 giugno 2020.

 

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A matter of wine

Gli studenti di CiaoItaly scoprono la città accompagnati da Vera Okun, la guida turistica della scuola.

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Vera(mente) Torino: l'aperitivo

Vera(mente) Torino: l'aperitivo

La nostra guida Vera ci racconta le curiosità e le particolarità di Torino

L'aperitivo - o meglio l'apericena - è un rituale al quale i Torinesi sono molto affezionati fin dall'800. Verso l'orario di cena, ci si ritrova in bar e locali per prendere un bicchiere di vino, una birra o un cocktail insieme agli amici, e mangiare qualcosa grazie agli abbondanti buffet che i locali normalmente preparano, offrendo tutto a un prezzo fisso tra i 10 e 15 euro.

Da San Salvario, al Quadrilatero a Piazza Vittorio Veneto, non c'è quartiere di Torino che non rispetti questa tradizione.

Partiamo dalle basi: il drink. 

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Un tipico aperitivo torinese 

 

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Cosa c'è sotto Torino?

Cosa c'è sotto Torino?

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Una galleria sotterranea di Torino

 Sono pochi i Torinesi che conoscono cosa c'è sotto i piedi della loro città. Cunicoli, catacombe, cantine, corridoi lunghi e tortuosi: ecco  cosa c'è sotto Via Garibaldi, i palazzi e le chiese di Torino. A circa una profondità di 15 km, questi cunicoli sotterranei venivano costruiti - dalla fine del '500 - per collegare zone di Torino distanti fra loro. Queste stradine sono volutamente intricate ed estese per evitare che i nemici si orientassero. Emanule Filiberto di Savoia, nei primi del '700, fece costruire quasi 14 km di galleria sotterranea per combattere il nemico francese. Queste gallerie venivano usate anche per conservare munizioni e la polvere da sparo. Proprio per impedire l'ingresso dei Francesi nel 1706 in città, il soldato Pietro Micca -  ricordato come un eroe piemontese, al quale è dedicato il museo civico di Torino -  fece esplodere una di queste gallerie, sacrificando la sua stessa vita . Durante la seconda mondiale, i cittadini si rifugiavano lì sotto per proteggersi dai bombardamenti degli aerei nemici. Non solo scopi militari, questi spazi venivano utilizzati per conservare le scorte di cibo, come i grandi magazzini dei nostri supermercati. Sotto il quartiere del Quadrilatero romano e Porta Palazzo - ad esempio - c'è ancora una ghiacciaia, la quale veniva usata per conservare e refrigerare gli alimenti grazie al freddo della neve e del ghiaccio. Si può notare una di queste ghiacciaie al piano terra del Mercato Centrale proprio a Porta Palazzo.  Inoltre, durante i restauri della mole antonelliana - simbolo della città -  sono state trovate stanze sotterranea con statue e gessi.

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